Luci colorate

Ti ritrovi a casa dopo poco più di 12 ore che ne sei uscito… Stanco, mal di testa incipiente, leggera sonno. Fame? Potresti farne a meno, eppure c’è.
Pensi e ripensi che in poco più di una giornata ti sei ritrovato dalle luci colorate natalizie, decorazioni e quant’altro, ad ambienti spogli, qua e la piccoli segni delle feste che per i più sono trascorse. Concluse. Terminate. Si va avanti.
Tornando a casa tu però, con tutta la stanchezza che puoi avere dentro, tu quelle luci le vedi ancora. Le immagini, le vivi.
Fosse anche che sei fermo al semaforo, un bel rosso quello, fari e luci delle macchine ferme con te.
Luci colorate, in bilico tra un rosso dell’attesa e un verde della speranza di un pronto rientro a casa.

E alla fine del viaggio, una volta a casa, consideri se sei tornato per strade diverse rispetto a quelle di quando sei partito, forse la strada non la cambieresti mai…

Con Te

Non avevo mai aspettato quest’ora con tanta intensità e lucidità! Potrei essere già crollato dal sonno, domattina si ricomincia anche con gli impegni scolastici ed invece mi ritrovo a scrivere parole che ho dentro.

Da dove comincio?

Ah si, i buoni propositi.
Alcuni personali, prendersi cura più di se stessi, altri con aspetti pubblici, prendersi ancora più cura degli altri nella realtà ministeriale e iniziare a scrivere di più, piccole cose da condividere, come facevo un tempo.

Nulla da obiettare vero?

Dite che posso farlo?

Allora aggiungo altro, parto da qui allora, si si, proprio da qui, dall’Epifania che sembri porti sempre via l’aria della festa.
Alcuni però già volontariamente, prima ancora che il sole sorga, hanno già smontato albero, presepi, decorazioni, varie ed eventuali.
Altri magari dopo qualche oretta… Via tutto!

La magia del Natale.
Lo spirito del Natale.

Tutto via.
Non si vede l’ora di rientrare nel cammino quotidiano.
Non si vede l’ora di camminare nel corso normale del tempo.

L’Atteso delle profezie, il Veniente, l’Emmanuele… Neanche il tempo di vederlo arrivare e subito tutto via.

Da un lato l’impazienza di camminare e crescere con Lui, dall’altro la quotidianità dove si manifesta l’umanità bisognosa della Misericordia.
In mezzo ci siamo noi, un po’ Magi, un po’ Erode, indecisi se tornare a casa per altra strada o rimanere qui, venirti a cercare, trovare e poi…

Cresci bene, cresci in fretta Divin Bambino, io rimango qui, il mondo laffuori, ed io qui a contemplar le luci colorate di una notte con Te…

Natale è…

Natale è…

Gli adulti che tornano bambini,

quando disegnano e colorano su fogliettini

il Divino che incanta i piccini…

Natale è…

La famiglia dell’umanità che riscopre l’Amore…

Il pianto lento del bambino, l’urlo disperato della madre…

Il giovane ragazzo che non non vuole vivere più, il giovane uomo che ha davanti gli anni della malattia…

L’anziano abbandonato, messo a riposo in una casa, quello che vede la vita finire e l’affronta con fede…


Dio ti benedica!

C’è un tempo…

C’è un tempo per nascere e un tempo per morire,
un tempo per piantare e un tempo per sradicare quel che si è piantato.
Un tempo per uccidere e un tempo per curare,
un tempo per demolire e un tempo per costruire…

Poi c’è un tempo per fare le proprie mosse,
potranno essere giuste, sbagliate,
vincenti, perdenti…

Ma fai le tue mosse,
non lasciare che siano altri a farle per te.
Fidati sempre di Altro che sta in Alto…

Attendendo la Luce

E lo so, ci sono luci già accese,
altre aspettano di esserlo.
Ci sono luci spente da un po’,
altre non si accenderanno più.

Per tutte però vale l’invito ad aspettare…

Qualcosa che le cambi o qualcuno che venga ad aggiustare le cose che non vanno…

E aspettare così anno dopo anno,
non si rinnovi semplicemente l’invito della magia del Natale,
ma l’attesa dell’Attesa ancora più grande.

Ci sono luci accese,
altre spente da tempo.
Nelle nostre esistenze non così luminose,
attendiamo l’unica Luce che illumina per non spegnersi mai più.

Non avevo mai fatto caso che…

Tra un bip e l’altro della cassa, sarà stato l’orario, la stanchezza, forse chissà cos’altro, ho alzato lo sguardo e ho visto un crocifisso.

Spariti dalle aule scolastiche, almeno non in tutte, rimane ancora saldo in luoghi inaspettati.

Un amuleto a protezione del luogo?

No, non è così.

È una croce con il Signore appeso.

Un crocifisso.

Il Crocifisso.

Lo vedo sempre come segno di Speranza e tra le offerte del supermercato, ricordare che l’unica vera offerta da cogliere nella vita è quella della Sua Vita offerta per noi…

Lui ha già pagato, noi ancora aspettiamo il turno alla cassa.

Poggiata la scala

Nella notte la scala posata sul muretto sembrava una via d’accesso al cielo.

“Quanti passi ci separano dal cielo? Quanti sono? Li riesci a contare?”.

“La scala è vecchia, ci sono otto pioli sui quali muovere i passi…”.

“Il cielo è antico, molto più della scala”.

“Questa notte però tra il cielo e la terra ci sono solo otto passi, credo che ne valga la pena affrettarsi prima che arrivi il nuovo giorno”.

“Affrettiamoci prima che finisca la notte: il cielo è antico, anche la terra lo è, solo noi non lo siamo ancora abbastanza…”.

Tramonti

Passeranno i tramonti,
belli da fotografare,
da restarci davanti istanti,
infinito da ammirare.

Passano quei tramonti,
basta poco per vivere il successivo,
momenti che spalancano il cuore,
frammenti di giorno lasciano posto alla notte.

Passano questi tramonti,
altri rimangono dentro,
vissuti come se…

Come se domani
altri da vivere
ne avremo ancora…