Parlandotranoi

Poi il tempo lo hai trovato?

Per fare cosa?

Per rispondermi.

Ancora no.

Ma ti ho cercato.

Ed io non ti ho risposto.

Pensi che non fosse importante?

No, ma magari ero troppo impegnato. Oppure faceva caldo e l’ho dimenticato.

Si, ma io ti ho cercato.

E tu non mi hai risposto.

Per caso ti avevo detto di cercarmi? Avevi bisogno di sentirmi?

No, te lo avrei detto. Ti avrei cercato, ti avrei sentito. Ecco perché ti ho cercato. Perché mi mancavi, perché volevo sentirti…

Ti è mai capitato…

Ti è mai capitato di stare in piedi e provare la sensazione di cadere?

Invece rimani in piedi. Fermo li. E continui a dire a te stesso: “Sto per cadere!”. Sei in piedi

Così, su due piedi.

Un attimo, un momento, come un capogiro, uno sbandamento. Pensi di poterti ritrovare per terra. Stai fermo su te stesso, ti guardi intorno, tutta gira e giri anche tu, come una trottola a fine corsa…

Un, due e tre… cadi.

Invece sei ancora in piedi.

Chiamalo come vuoi, può essere stato un capogiro, uno sbandamento, una perdita di equilibrio temporanea, uno sbalzo pressorio… o forse doveva andare così.

Si, forse doveva andare così.

Chiudi gli occhi, li riapri, sei ancora li. In piedi.

Tu quel momento puoi chiamarlo come vuoi, mille nomi per mille sfaccettature dell’identico episodio.

Cadere senza cadere.

Io dico che è “Grazia” che arriva e ti sostiene.

Viene dall’Alto, scende fino a raggiungerti, fino ai tuoi piedi arriva… e non si ferma li… scende e poi come un guizzo risale. Fino a riempirti.

Pensavi di cadere, poi non sei più caduto.

Per il resto possiamo sempre confrontarci.

Sempre che se ne abbia voglia o possibilità.

Grati alle grate

E poi ci ritorni ancora, non tanto per ciò che vedi al di là delle sbarre ma per ciò che riesci a sentire.

Il rumore dei banchi e delle sedie
le voci dei ragazzi
l’audio alto dei videoproiettori
macchine e motori che passano accanto.

Ritorni la,
perché è il cinguettio a tenerti compagnia,
annidati su quali alberi,
piccoli uccelli, liberi di volare,
lontani e invisibili ai tuoi occhi,
lasciano segni luminosi nel cuore…

Visione

Aspettando che il bianco scenda su di noi, che viva in noi, non rimane che deliziarsi guardando fuori dalla finestra.

Aspettando che il bianco scenda su di noi, che viva in noi, non rimane che deliziarsi guardando fuori dalla finestra.
Quello che vedo oggi dalla mia stanza...

Il giorno dopo l’uno… il due

“Tu dunque ama il prossimo e guardando dentro di te donde nasca ques’amore, vedrai, per quanto ti è possibile Dio…”

La prima pubblicazione  del nuovo anno su queste pagine di blog, comincia con una citazione di sant’Agostino… poi continua con quello che di buono è rimasto in me dopo i pranzi e le cene di questi giorni… tempo propizio per prendere su chili, tempo propizio per sentirsi vicini a Lui e in Lui frequentando amici e parenti… tempo, passante in fretta, come tempo di Grazia!

Il Signore mi ha fatto un dono, ha lasciato dentro di me un dono misterioso, segreto, la mia ragione non lo comprende, il mio cuore a volte non lo sente… nel suo dono più grande ci siamo noi, nel Figlio che incarna tutta l’Umanità ci siamo noi.
Come è difficile vedere la Luce, come è difficile sentirla, come è ancor più difficile donarla… un dono ricevuto e subito donato è lontano dalla mia logica di “infante”, sono chiamato a crescere, chiamato a condividere l’Amore, ad aprire gli occhi ad Amare con il cuore…
Siamo chiamati ad essere Figli del Padre, ad essere Fratelli di Cristo, Amanti nello Spirito. Siamo chiamati a sorprenderci per il dono ricevuto… apriamolo… già una luce sfolgora, la Luce con la quale vediamo la luce!

Il dono più bello di questo nuovo anno è già nelle nostre mani… non un regalo da tenere custodito gelosamente, non è solo per me, per te, è per tutti.

In fondo siamo piccoli frammenti del Tutto!

E che questo possa essere un anno, il primo di una lunga, lunghissima serie, da poter essere letto solo alla Luce del disegno di Dio… Auguri!