I pensieri del mattino vanno fissati presto.
Se li riportassi la sera non sarebbero più del mattino.
Mai aspettare. Prima che fuggano via.
Per sempre.
O forse aspettare che ritornino domani?
…
Ho fatto un sogno, ho visto mia nonna Sara, ricorre in questi giorni l’anniversario della sua morte… ero io bambino nel sogno. Dovevamo uscire tutti insieme ed eravamo andati a prenderla a casa.
Però lei era ferma, immobile, sotto il portone di casa sua. Guardavo altra gente uscire, lei restava ferma. Mi muovevo per andarla a prendere. Si, voleva solo un bambino che l’accompagnasse…
Poi le sue poche parole nel sogno, così insolitamente vero: “La fede è nulla senza le opere”.
La seconda lettura dell’ufficio di ieri, il Discorso 9 sulle Palme di S. Andrea di Creta: “Stendiamo, dunque, umilmente innanzi a Cristo noi stessi, piuttosto che le tuniche o i rami inanimati e le verdi fronde che rallegrano gli occhi solo per poche ore e sono destinate a perdere, con la linfa, anche il loro verde. Stendiamo noi stessi rivestiti della sua grazia o meglio di tutto lui stesso poiché quanti siamo stati battezzati in Cristo, ci siamo rivestiti di Cristo (Gal 3,27) e prostriamoci ai suoi piedi come tuniche distese”.
Buon Lunedì Santo.
