
Sorprendimi,
dalle primi luci dell’alba
fino all’imbrunire…
Gioia immensa
nasce nel cuore
di chi vive del Tuo Stupore…

una volta avevo una stanza… ora ho anche il Cielo!

Sorprendimi,
dalle primi luci dell’alba
fino all’imbrunire…
Gioia immensa
nasce nel cuore
di chi vive del Tuo Stupore…

Tu lo sai, lo hai sempre saputo, vorrei però sempre saperlo io… Io dimentico, lo dimentico troppo spesso. Chiudo gli occhi e tutti i buoni propositi vanno via… Via lontano da qui. Aiutami a ricordare. Sempre. Ogni giorno.
Cosa ti chiederò mai?
Aiutami ad avere fiducia in me!
Non ti sto chiedendo cose impossibili, irrealizzabili… Ma te lo sto davvero chiedendo?
Sono le mie domande, sono le domande di tanti…
Potrei continuare con mille altre ancora.
Ma è nel silenzio, profumo di incenso che sale verso il cielo, che il Maestro parla al cuore…co
Così adesso lo so.
Poi parliamo delle distanze, del cielo,
E di dove va a dormire la luna quando esce il sole
E di come era la terra prima che ci fosse l’amore
E sotto quale stella, tra mille anni
Se ci sarà una stella, ci si potrà abbracciare?
E poi la notte col suo silenzio regolare
Quel silenzio che a volte sembra la morte
Mi dà il coraggio di parlare
E di dirti tranquillamente,
Di dirtelo finalmente
Che ti amo
E che di amarti non smetterò mai…
Così adesso lo sai.

Mi hai chiesto di scrivere qualcosa non più a caldo sul pellegrinaggio… hai ragione, erano pensieri, “parole a caldo”, maturate tra la stanchezza della sera e le luci lontane del mattino, trascrizione di riassunti emotivi di quanto vissuti il giorno prima.
Ora è il tempo di scrivere riflessioni a freddo… ma il caldo, il calore, è quello che giunge da quanti in questi giorni di rientro mi hanno accolto con un sorriso, con un grazie, per quanto sono riuscito a trasmettere in pillole, da quanti come pellegrini in Terra Santa hanno maturato scelte e consapevolezze di fede mai avute prima…
La riflessione a freddo nasce ora, in un momento di stacco davanti al Santissimo: per i credenti, per i cristiani cattolici, li, in quel pezzo di Pane, di Ostia, illuminato e incensato è presente, presenza viva e reale Gesù Cristo, lo stesso che abbiamo ritrovato nella fede lungo le strade affollate, deserte, polverose di una Terra lontana da noi e pure così simile ai nostri luoghi.
Mi fermo qui quando posso, non perché io sia più santo di quelli che non lo fanno, ma perché in realtà ho bisogno di stare alla Sua Presenza per capire meglio la mia essenza…
Non sono andato in quei luoghi perché speravo di non essere più peccatore, grande miracolo, ma perché il Signore mi aiutasse a comprendere ancora di più cosa vuol dire essere figlio, cosa vuol dire essere padre…
Di quei luoghi, spero nel profondo che anche tu possa conoscerli, porta con me ogni singolo granello di sabbia, ogni fiammella accesa, ogni sospiro di vento, ogni viso incrociato, tutte le mani giunti che ho visto in preghiera.
Parlami del viaggio… è il cammino che facciamo dentro noi, è pellegrino il nostro cuore che trova pace quando giunge alla meta che è Lui!
Porto con me i sorrisi e le lacrime versate prima di partire, le lacrime e la gioia di chi ha fatto ritorno e ha compreso molto di più se stesso.
Lo ha compreso dinanzi a Lui.
Vorrei poterti scrivere ancora, credo che lo farò appena potrò, nel frattempo ti chiedo, nel tuo piccolo di sostenere il mio cammino da presbitero, anziano, con la tua amicizia e con la tua preghiera…

Tornava qui,
sponde sicure sulle quali approdare,
faro luminoso sulle alte scogliere.
Silenzio e quiete
lontano dallo schiumeggiare della gente,
sicuro dallo spirare dei venti,
dai canti assordanti di mille sirene.
Qui ritrovava se stesso,
roccia sicura,
e oltre ancora,
per altri mari distanti…
Avevano percorso appena un centinaio di metri quando una voce, arrivata da lontano di corsa dicendo: “Hey voi! Tornate indietro! Stanno dando del cibo, dicono che sia abbondante!”.
Si guardarono. Uno sguardo al volo, profondo, d’intesa perfetta.
E dicendo insieme la stessa parola si misero in cammino…


– Sentiamo cosa hai da dire…
– Io? Niente!
– Avanti dai… Sempre le stesse storie. Cosa hai da dire?
– Io? Niente davvero!
– Non mi vorrai dire che sei venuto per dire… Niente!
– No, no… Effettivamente sono venuto a dire alcune cose… Alcune preghiere! Parole che diventano preghiere!
– Eccolo qui! Ecco quello che riconosco! Ti ho aspettato da un bel pezzo!
– Ma è difficile sai, fermarsi, prendere fiato, un foglio, una penna e scrivere…
– Queste cose le hai scritte già altre volte… Hia altro da aggiungere?
– Ah si… Le preghiere!
– E per chi vuoi pregare?
– Vorrei pregare per tutti quelli che sono in cammino!
– In cammino… A piedi intendi?
– Certe volte ho come l’impressione che non mi segui… In cammino nel senso che stanno facendo un cammino nella propria vita!
– Io ti seguo. E come se ti seguo! Sei tu che ti perdi ogni tanto…
– Ok, ok… Allora vedo che già sai…
– Dimentichi forse che so tutto?
– No, no… Anche se ho l’impressione che ti dimentichi di me…
– Di nuovo con la stessa storia!
– No, scusami! Allora prego per quelli che sono in cammino nella loro vita, per quelli che hanno il passo lento e per quelli che hanno il passo veloce. Per quelli che rallentano e per quelli che accelerano. Per quelli che inciampano… Quelli che si rialzano in fretta e quelli che non vogliono più rialzarsi. Per quelli che nella fretta di arrivare hanno sbagliato strada. Per quelli che non hanno fretta e che fanno passi talmente piccoli che sembra stiano sempre fermi.
– Sono tante persone… Ne conosci qualcuna?
– No Signore… Sto soltanto iniziando a conoscere sempre più me stesso…
.

… in silenzio ad ascoltare.
Rumore dei motorini.
Macchine lontane.
Marmitte rombanti.
Grida leggere di bimbi festanti.
Uno stereo che passa, la musica a palla.
Cinguettii di uccelli.
Parte un motorino, la prima, la seconda la terza…
E noi qui, un tempo sospeso, fatto di attimi silenziosi…
Tra le tante colonne sonore inaspettate, non volute, assordanti…
E nel silenzio ancora Tu che parli…

… il mondo ne è pieno.
Tanti e diversi.
Vittime e carnefici.
Poi ci sei Tu.
Il solo Pastore.
Chiami tutti al solo cammino.
Capace di trasformare i fallimenti in vittorie!

Sono tante le storie che ascolto, le serbo nel cuore. Ascolto in silenzio, senza dire nulla. Ascolto senza giudicare. Mi impegno solo ad amare.
Poi almeno una volta a settimana mi fermo qui, davanti al Re.
Non è un oggetto, una statua, un crocifisso.
Io credo fermamente che in quell’ostia, in quel pezzo di pane dentro l’ostensorio ci sia Gesù Cristo.
Quando posso mi fermo qui, anche davanti a un tabernacolo chiuso lo faccio… Quando posso mi fermo in ginocchio, in adorazione, profumo di incenso che si spande nell’aria, nel silenzio dei rumori di quanto ci sta attorno.
Mi fermo in ginocchio prego per il mondo, per gli altri, prego per me… E racconto a Lui tutte le storie che ho raccolto…pagine belle, pagine brutte, sorrisi, lacrime…
Oggi dettaglio lo affido a Te.
Prego così perché ancora una volta Tu Signore faccia sentire la Tua potenza, il Tuo Amore!
Fai splendere la Tua Luce, dona ancora la Tua Pace!