Professionista?

Tornare a casa, dopo una giornata, fatta di incontri, persone e pensieri vari, lunga la via del ritorno, significa far scorrere come fotografie immaginando racconti e dialoghi che in un certo modo rappresentano la realtà.

Quelli voci non sono le mie, quelle parole non sono le mie, eppure sono trascritte come se vissute in prima persona.

Se dovessi scrivere un libro sarebbe quello dei miei fallimenti, dei successi ne faccio volentieri a meno, perché sono troppo pochi e preziosi…

Scriverei dei miei fallimenti perché gli altri, vedendoli dall’esterno, pensano che sia riuscito a risolverli, per lo meno ci ho messo mano, non è detto che abbia fatto molto di più per essere risolto.

Oppure Risorto.

C’è una grande differenza tra una “l” e una “r”.

Cambia tutto, cambia il senso delle cose.

Non ssono però un professionista, ne tanto meno un mestierante. A volte fuori tempo, fuori luogo. Incredibilmente me stesso.

Mi chiedono di poter dare loro una mano, per rimettere i pezzi insieme, mentre i miei sono tutti in frantumi… Ci riesco?

Non sempre.

Chi rimane, chi va via. Chi è grato, chi no.

Faccio i conti con me, prima ancora che con gli altri. Riesco a dare tutto di me, per poi vedere gli altri riprendere il loro cammino, più vicino, più lontano, non importa, sono sempre io, in un atto erogatorio, cerco di dare il massimo e il meglio di me.

Forse per questo potrei essere un “professionista”, non per altro…

Altre cose spero di poterle condividere nei giorni che verranno, da tempo non scrivevo, ma la sera, tornando a casa, detto nella mia testa racconti fantastici che mai leggerete….

Una risposta a “Professionista?”

  1. I fallimenti fanno parte della nostra vita, ma insegnano. Dare il massimo , in realtà ,sfinisce . Ma cos’altro potremmo fare?

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