Crossroads-Incroci

Le incroci per caso, storie diverse, fatte per essere ascoltate, fatte per essere raccontate.

C’è un giovane ragazzo che non esce più da casa da qualche mese, complice un incidente, con una voglia di recupero amplificata dal non voler andar più a scuola.
E ha una vita davanti, per imparare, per leggere, per conoscere, per viaggiare… Tempo bello per amare ed essere amato.

C’è un giovane uomo che non vedo da tempo, mi racconta della sua malattia, si chiama distrofia muscolare.
Da qualche anno è sua compagna di vita, ogni giorno terapia per rallentarne il fascino insidioso nella sua vita.

C’è chi sta chiuso in casa, c’è chi non si vuole arrendere e continua a sperare e a lottare.

***

Non si conoscono tra di loro, li conosco io…
Si, oggi li ho incrociati io, lungo il mio cammino.

In croce, ognuno di loro a suo modo.

Di quella croce oggi proveró a prenderne carico anche io, almeno con la mia preghiera.

Samuel

Puoi incontrare Samuel sempre nello stesso punto, in attesa che qualcuno si accorga di lui…
Pensate che voglia soldi? Credo che ancor prima di pochi spiccioli voglia che sia riconosciuta la sua dignità.
Lo incontrate, salutatelo, fermatevi un attimo a parlare con lui. Certo è indispensabile saper parlare inglese… a quel punto comincia come un fiume in piena ad inondarvi delle sue parole. Si accende, si anima, un fiume in piena che si ingrossa sempre più.

“I’m a christian, pentecostal….”, fa lui.

“I’m priest, catholic…”, rispondo io.

Le piccole battute iniziali gli fanno dire che parlo bene inglese… ogni tanto mi sfugge qualche parola, gli chiedo di trascriverle, gli do carta, penna, un supporto improvvisato… e poi le sue parole lasciano il foglio…
Sanno di indifferenza, di quanto lo siamo qui a Palermo: eppure siamo sotto lo stesso cielo, lui cerca di mantenersi umile, ma certe cose non le capisce… vuole tornare in Ghana, vuole tornare a trovare la sua famiglia, parla e si agita.
Ci guardano da lontano, agita le braccia mentre parla. Chissà cosa pensano che stia succedendo. Sinceramente sono li io e sotto un timido cielo azzurro le sue parole, il fiume, sono acqua davvero fresca.

Acqua che bagna l’aridità, la mia, poi forse quella della Città.

Mi invita ad andarlo a trovare qualche domenica nella chiesa che frequenta, mi lascia il numero del pastore. Aveva provato a chiamarlo, non ha avuto risposta. Proverò a chiamarlo io in questi giorni.

Samuel è sempre li, poi torna a casa…